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Romanzo criminale "Ma mentre si infilava nell'ascensore, dopo aver controllato per l'ultima volta il nodo della cravatta, provò una piccola dolorosa fitta in fondo al cuore. Una puntura di spillo, niente di più. Strano. Nel momento del trionfo, da quali mai oscuri recessi del passato affiorava questo incomparabile senso di sconfitta?"
Un incomparabile senso di sconfitta è quel che si prova nel leggere il bel romanzo di Giancarlo De Cataldo, da cui è stato tratto il bellissimo film diretto da Michele Placido.
E' quel senso di sconfitta che sempre serpeggia nell'animo dei vincitori quando si è consapevoli che la vittoria è stata ottenuta pagando un prezzo troppo alto.
E' quel senso di sconfitta che un po' tutti i protagonisti di questo epico affresco dell'Italia provano chi prima chi dopo: il Libanese, il capo che tutto ha iniziato; il Freddo, il suo principale collaboratore e amico fraterno; il Dandi, destinato ad ereditare l'impero; ed anche Scialoja, un commissario integerrimo ed arrivista, ambiguo e testardo.
E' un potente affresco, quello che dipinge De Cataldo, che magari non sarà un capolavoro dal punto di vista dello stile e della scrittura, ma che coinvolge ed entusiasma per i contenuti narrati e per il ritmo serrato della narrazione.
E' la storia della banda della Magliana che ebbe Roma ai suoi piedi ma che crollo a causa di insanabili dissidi tra i suoi componenti. Ed è la storia dell'Italia che vede amabilmente convivere sotto lo stesso tetto politica e giustizia, terrorismo e malavita, corruzione e idealismi.
Edito da Einaudi, fa parte della collana dedicata al noir da "La Biblioteca di Repubblica - L'Espresso".
Romanzo criminale di Giancarlo De Cataldo
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