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Un passo. Solo un altro passo e poi: volare: come un gabbiano. VOLEVO VOLÀ Brrr! Come è alto! E che freddo! Brrr! C'è un vento che taglia. ... Uhm! Cazzo, muoio prima d'infarto. Beh: soffro meno.
Vocina – AAAHHHHHHH!!!
Aahhh, tutti questi pensieri! Mi tormentano: finiranno per ammazzarmi. Ah, già. Sto qui apposta. Sono i rimorsi, i sensi di colpa: vocine che mi martellano.
Vocina – AAAHHHHHHH!!!
È la mia coscienza. Mi tormenta. "Lasciami in pace!!! Ma la faccio finita. Capito, cazzo? La faccio finiiitaaa!!!"
...
Certo che è alto.
Vocina – AAAHHHHHHH!!! Io – Ahhh, che spavento. Non mi tormentare, non mi affliggere! Vocina – Questa vita è una meeerdaaa!!! Io – Sì, una merda. Per una volta ti dò ragione. Vocina – Ma tanto la fo finita. Io – Giusto. Ancora qualche istante e la facciamo finita. Vocina – Come è alto! Io – In effetti, per essere alto è alto. Vocina – Sei un grandissimo bastardo! Io – Beh, non sarò l'uomo migliore di questo mondo, però... Nuova vocina. Femminile – Sei proprio un figlio di puttaaanaaa! Io – Piano con le offese, eh! Stessa – Non solo ti sei sbattuto quella troia, ma pure quel frocio. Sei ripugnante. Io – No, aspetta un momento. Qui si esagera: non sono mai andato a letto con uomini. Vocina maschile – Sei un mascalzone. Prima mi porti a letto, poi "no, scusa, c'è mia moglie". Io – Io a letto con te? E poi, te chi cazzo sei? Stessa – Sei senza palle. Fai schifo, fai. Neanche il coraggio di ammettere la tua omosessualità.
C'è qualcosa che non va qui dentro.
Vocina – Sei un maledettissimo frocio di merda! Se ci trattano così, la colpa è anche di quelli come te! Io – Ma non posso mica prendermi tutte le colpe del mondo? Vocina femminile – La colpa è mia, che ho dato retta ad un bastardo come te. Ma te ne pentirai. Questa voce ti tormenterà fino alla fine dei tuoi giorni. Io – È proprio per questo che mi voglio buttare. Vocina – Amor che a nullo amato amar perdona!
Però! Che coscienza poetica.
Vocina femminile – Come ho potuto credere che mi amassi. Io – Ma io TI amavo. Anzi, TI amo. Sei tu che non mi ami più, ricordi? Stessa – Meriti di crepare. Io – Esatto! È quello che dico anch'io! Vocina – AAAHHHHHHH!!! Io – Perchè! Perchè non mi lasci in pace? Tormentarmi fino all'ultimo...è crudele!
Oddio: quant è alto! Non guardare, non guardare. Ancora un po' e...
Vocina – ... sarà tutto finito, brutto stronzo che non sei altro. Io – Va be', non c'è bisogno d'essere offensivi, no? Sì, ho sbagliato un paio di cosette: ma chi non fa errori? Vocina – Gnè gnè gnè! Io – Non piglia' per culo, eh! Guardati allo specchio! Brutta coscienzaccia! Nera come la pece. Vocione – Aò, ti sbrighi? Qui c'è gente che aspetta. Non abbiamo mica tempo da perde'.
E questo che c'entra?
Voci che si accavallano – AAAHHHHHHH!!! – Avanti un altro. – Questa vita è una merda! AAAHHHHHHH!!! – Il prossimo! – Sei uno stronzooooohhh!
Un ragazzo – Che succede? Perchè la fila è ferma? Un poeta – Non ci è concesso saperlo, mio caro. Eppur si muore... nelle altre file. Un signore anziano – Sarà il solito indeciso. Gioventù! Una signora – Mio caro signore, vedrà: tra un po' se ne tornerà a casa. Il ragazzo di prima – Che ti avevo detto? Facciamo la fila dall'altra parte... Una ragazza – E che ne so, prima scorreva. Il ragazzo – Fa niente, baby, tra un po' la morte suggellerà il nostro amore. La ragazza – Ti amo, baby! Il ragazzo – Ti amo, baby! Il poeta – Crudele Amore, mi pugnali il cuore.
Cazzo, che folla! Non mi ero accorto di tutta 'sta confusione. Sarà l'ora di punta.
L'omone – Allora? Ci diamo una mossa? Io – Ehh! Un attimo! Che fretta c'è!
Non si può manco mori' in pace. M'è passata pure la voglia. E adesso? Mica me ne posso andare. Che figura ci faccio?.
Voce dall'altra parte – Arrivooohh! AAAHHHHHHH!!! L'omone – Allora? Io – Ecco, è che avrei... sì, avrei dimenticato... L'omone – Cosa? Cosa? La signora – Mio caro signore, vedrà che ha dimenticato la testa. Il signore anziano – Gioventù! Gioventù! Io – Ehm... uhm... ecco... la lettera! L'omone – La lettera! Che lettera? Io – La lettera in cui spiego perché... L'omone – Se ne vada giovanotto! Altra voce – Non abbiamo tempo da perdere. Io – Scusate... volevo vola', veramente, ma... L'omone – Vada, vada! Il poeta – Carpe diem, quam minimum... quam minimum... Mai che ricordassi... Dall'altra parte – Mondo ti maledico! AAAHHHHHHH!!! Io – Quindi, io andrei. Voce – Vada, vada! L'uomo – Oh, finalmente! Tocca a me. Dunque, dove eravamo rimasti... ah, sì. SEI UNA TROIAAAHHH!!! La signora – Mio caro signore, la fila ha ricominciato a scorrere. Il signore anziano – Gioventù! Gio-ven-tù! Walker Texas Ranger – Speriamo che nessuno mi riconosca! Il poeta – Il solito principiante. Il ragazzo – Ti amo, baby! La ragazza – Ti amo, baby! Vocina – AAAAAAHHHHHHHHHHHHH!!!
Mark Chagall: La passeggiata (1917 - 1918)
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