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Grindhouse - Death proof

 

 

Un film di Quentin Tarantino. Con Kurt Russell, Sydney Tamiia Poitier, Vanessa Ferlito, Jordan Ladd, Tracie Thoms, Rosario Dawson, Zoe Bell, Mary Elizabeth Winstead, Rose McGowan, Eli Roth, Omar Doom. Genere Horror, colore, 116 minuti. Produzione USA 2007.

 

 

Torna Quentin Tarantino ed è ancora grande cinema.

Originariamente diviso in due episodi diretti rispettivamente da Robert Rodriguez (Planet terror) e Quentin Tarantino (Death proof), in Italia e nel resto d'Europa (con l'eccezione della sola Inghilterra) l'opera è stata divisa in due distinti film con due differenti date d'uscita: 1° giugno per "Death proof", 27 luglio per "Planet Terror".

 

"Death proof" è un film "alla Tarantino": violenza a tonnellate, sangue a catinelle (meno, però, di quel che si può immaginare), quintalate di mirabolanti dialoghi; regia, fotografia e montaggio che solo il genio di un cinefilo incallito può immaginare di creare.

 

Si narrano la vita e le vicende di gruppi di ragazze cui capita di imbattersi in Stuntman Mike, interpretato da un Kurt Russell versione Jena.

 

La prima parte del film ricorda molto una delle migliori opere dell'amico Rodriguez, "Dal tramonto all'alba" (di cui, peraltro, Tarantino era lo sceneggiatore): tutta l'azione si svolge all'interno di un bar frequentato dagli amanti della notte e tappezzato di locandine di B-movie anni '70, ricordandoci, quasi ce ne fosse bisogno, la passione del regista per il genere.

La seconda parte del film è più on the road a testimonianza dell'ecletismo di Tarantino, capace, nei suoi 5 film e ¼, di spaziare ed esplorare generi tra di loro diversissimi, ma sempre raggiungendo le altissime vette della sua arte.

 

Certo "Pulp fiction" è ancora lontano (ma questo non può essere un demerito della sua ultima opera) e le lungaggini dovute alle nuove esigenze di adattamento del film (che, ricordiamo, inizialmente era un 'episodio dalla inferiore all'ora e mezza) potranno far storcere il naso a qualche purista del cinema, ma non certo ai tarantiniani doc che nello sviscerare gli interminabili dialoghi pregusteranno l'imminenza dell'esplosione di quelle irripetibili scene di violenza, inseguimento e grottesca comicità che da sempre sono il marchio di fabbrica del regista americano.

 

 

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