|
La ghiacciata del Magnate
Come sono, quest'anno? - fece il Magnate durante la consueta visita alle sue piantagioni di banane nel territorio del Rigurgistan. Decisamente un buon raccolto, - rispose laconicamente Pedro, l'unico contadino nel quale il Magnate riponesse un po' di fiducia. Intanto, sorseggiava la sua giornaliera ghiacciata, naturalmente ricca di pezzettoni di banane fresche, colte dalle fidate mani di Pedro appositamente per l'occasione.
Già! Si preannunciava effettivamente un buon raccolto, uno di quelli che, se sei davvero bravo negli affari, ti permetterebbe di stroncare la concorrenza. E il Magnate ci sapeva fare. Eccome.
Il sole picchiava impietoso e la ghiacciata alla banana era tutto quello che il Magnate desiderasse in quel preciso momento. Non si avvedeva (o forse non gli interessava più di tanto) del fatto che si stesse sbrodolando il delizioso succo sulla preziosa cravatta. Del resto, quella meravigliosa cravatta a tinte saltellanti pareva sguazzasse bene nell'appiccicaticcio liquido della grattachecca.
Il sole puntellava la cervice e l'ampio sombrero non era certo sufficiente a proteggere la sua testa in fiamme. Per fortuna c'era la ghiacciata!
Pedro era più silenzioso del solito, ma il Magnate non vi faceva molto caso, tutto intento che era a controllare il lavoro dei suoi schiavi e a sorseggiare la deliziosa bibita.
D'un tratto sentì strattonare la giacca di lino bianco che in quel momento portava sotto il braccio: una bambina, scalza e sporca, lo guardava con aria da cucciolo smarrito, attendendo, forse, solo un gesto di pietosa considerazione. Il Magnate protese il braccio destro verso di lei, le afferrò la mano sinistra, la sollevò e con in denti le staccò ad una ad una le minuscole ditine che, una dopo l'altra, lasciò cadere nella sua ghiacciata, rinfrescanti cubetti di ghiaccio. La bimba solo allora sembrò soddisfatta e con un sorriso di gratitudine si ritirò a giocare con le amiche, mostrando, orgogliosa e contenta, addirittura pavoneggiandosi, la manina ormai ridotta ad un minuscolo moncherino.
Minuscole dita e pezzetti di banana! Un mix perfetto, pensò il Magnate. Pedro acconsentiva silente anche se lasciava trasparire il forte desiderio di assaggiare quell'intruglio. Pazienza: quella notte avrebbe banchettato anche lui con il casco di banane che era riuscito a trafugare e con due o tre dita della figlioletta più piccola. Ah, che ghiacciata avrebbe gustato! Quasi provava invidia di se stesso.
Vedendo quell'espressione beata dipinta sul suo volto, il Magnate, che nel frattempo aveva terminato la sua dolcissima bevanda, lo riportò alla realtà, ordinandogli di raddoppiare gli sforzi lavorativi e riproduttivi: si avvicinava il gran giorno del lancio della ghiacciata su scala mondiale e non potevano mancare né le banane, né i teneri bambini. Pedro gli disse di non preoccuparsi perché la produzione e la riproduzione operavano a pieno regime nel Rigurgistan, tutti uniti dalla causa comune di condurre il Magnate a dominare il mercato della ghiacciata.
Ma il Magnate, col suo tipico passo ondulato, già si era rimesso in cammino, forse ancora vagheggiando il dolce sapore della ghiacciata gustata e completamente assorto nei suoi ineffabili pensieri di uomo d'affari.
Audrey Tautou: Il favoloso mondo di Amelie (regia Jean-Pierre Jeunet, 2001)
|