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L'uomo di cultura
L'uomo di cultura può tendere ad un ideale di otium ovvero di praxis.
L’uomo che si accontenta di vivere la cultura nell’otium è un uomo che si sente libero e, pur vivendo in un mondo di ingiustizia, preferisce non sacrificare la sua libertà sull’altare della giustizia.
L’uomo che non si accontenta di vivere la cultura nell’otium e, pertanto, passa a verbis ad verbera, è un uomo che si sente schiavo nell’ingiustizia ma desidera la libertà. Avverte l’ingiustizia che lo circonda e vuole sovvertirla.
Vivere la cultura nell’otium significa essere sufficienti a se stessi e avere delle idee improduttive di effetti se non limitatamente al proprio benessere mentale. Significa vivere una vita fine a se stessa.
La cultura, nelle mani delle grandi personalità, è un potente mezzo rivoluzionario quando, appunto, non sia fine a se stessa o si limiti ad una mera compiacenza estetica.
Cezanne: L'asino e i ladri (1869-1870)
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