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... no,
niente rimpianti!
Forse anche
allora molti avevano aperto le ali, senza essere capaci di volare...
come dei
gabbiani ipotetici.
E ora...
anche ora, ci si sente come in due:
da una parte
l'uomo inserito,
che
attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza
quotidiana...
e dall'altra
il gabbiano...
senza più
neanche l'intenzione del volo,
perché ormai
il sogno si è rattrappito.
G.
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CC'è chi invidia la
mia professione.
Invidiabile sì, forse;
ma se fosse applicata solamente a cogliere, senz'alcuna stupida
invenzione o costruzione immaginaria di scene e di fatti, la vita,
così come vien viene; gli atti della vita come si fanno
impensatamente quando si vive e non si sa che una macchinetta di
nascosto li stia a sorprendere.
Chi sa come ci
sembrerebbero buffi
più di tutti, i nostri
stessi atteggiamenti.
Non ci riconosceremmo,
in prima: esclameremmo, stupiti, mortificati, offesi: - Ma come? Io,
così? io, questo? cammino così? rido così? io, quest'atto? io,
questa faccia? -
Eh, no, caro, non tu: la
tua fretta, la tua voglia di fare questa o quella cosa,
la tua impazienza, la
tua smania, la tua ira, la tua gioia, il tuo dolore...
L.
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